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Vita dell'Associazione |
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L'Associazione Amici del Bambino
nasce nel settembre 1995 avendo per oggetto lo studio, la promozione e la realizzazione di tutte le iniziative atte alla tutela del bambino che necessita sia di ricovero ospedaliero che di interventi in ambito familiare e istituzionale. |
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Nell'ottobre 1997 l' Associazione con decreto del 16 ottobre 1997, ottenne il riconoscimento regionale e quindi l' iscrizione con il n. 2249 nel registro Regionale del Volontariato. Sempre nel 1997 ebbe inizio "Operazione Chernobyl", cioè la sistemazione di una quarantina di bambini, provenienti dalla Bielorussia, presso altrettante famiglie del mandamento. A carico dell'Associazione la ricerca delle famiglie, l'esecuzione di tutte le pratiche burocratiche, e un contributo sensibile (completo nei primi due anni) sulle spese per il trasporto in aereo e quindi in pullman e per l'alloggio delle due accompagnatrici. La ricerca medica aveva dimostrato che la permanenza, anche solo di un mese, al di fuori della loro abituale residenza, era sufficiente per ridurre anche della metà il contenuto delle sostanze radio-attive presenti in quei bambini. Il buon esito dell' operazione ci ha quindi indotto a proseguire questa esperienza anche negli anni successivi (nel 2004 è stata l'ottava volta). Il notevole aumento dei costi ci ha indotti a chiedere alle famiglie un contributo, risultando troppo gravoso per l'Associazione l'assunzione di tutto l'onere economico (circa Euro 13.000,00). Tale operazione viene proseguita ogni anno.
- Nel
frattempo i compiti dell'Associazione sono man mano ampliati fornendo: L'Associazione ha partecipato, con altre Associazioni (CARITAS, C.R.I. maschile e femminile, Dame di San Vincenzo) alla realizzazione del " Banco Alimentare" e partecipa tuttora alla sua gestione. Come noto, tramite questo Ente , viene garantito un apporto alimentare mensile attualmente per 130 famiglie di cui circa il 45% di esse sono del nostro mandamento e il 55% extracomunitario. - Scopo dell'Associazione è anche quello di promuovere iniziative atte a far conoscere i bisogni del bambino, di sensibilizzare l'opinione pubblica, anche attraverso l'organizzazione di conferenze a carattere culturale. La conferenza avente per tema "la comunicazione attorno al bambino" rispettivamente in ospedale, nelle scuole, nelle città, ha riscosso norevole consenso, anche in ambito scolastico. - Ma una richiesta di particolare importanza si fa sempre più frequente: pervengono alla nostra Associazione richiesta di contributo economico per scolari (elementari e medie) al fine di offrire un'assistenza extra-scolastica da parte di insegnanti che li affianchino e li guidino durante l'esecuzione dei compiti. La richiesta in genere stilata dai genitori, viene a noi inoltrata dalle direzioni didattiche che, evidentemente non sono in grado di fare quanto richiesto, con mezzi propri. - Ed è in questa ottica che si è realizzato il "Progetto Prisma", che in comune con le associazioni "Il Muschio" e "Gea", è stato realizzato nel anno 2001, a decorrere dal mese di febbraio. Si è trattato di un progetto che pone l'attenzione sulla ricerca dell'origine del disagio, prospetta interventi che coinvolgano le persone che ruotano attorno al bambino, incrementa la relazione per promuovere il benessere, previene il disagio con l'offerta di uno spazio creativo per l'apprendimento, offre supporto ai genitori prevedendo momenti di incontro tra e con loro, sviluppa contatti con gli educatori e con la scuola, costruendo una rete di contatti e collaborazione. Il progetto ha avuto una durata di mesi 10 di cui 8 di attività con l'utenza e 2 di programmazione e verifica. Hanno collaborato oltre 20 persone in ruoli di docenza, consulenza e supporto per facilitare la partecipazione di tutti i bambini e per garantire sia la partecipazione ad attività di gruppo, che la possibilità di interventi individualizzati. "Prisma" ha voluto proporsi come spazio aperto ai bambini e pre-adolescenti frequentanti la scuola dell'obbligo prevedendo una presenza massima di 50 utenti. Nell'anno 2001 è stato aperto un "punto vendita" in via Garibaldi n° 12 (tel. 0342 601066), in cui sono in offerta prodotti realizzati dall' Associazione. Nell'anno 2002 abbiamo collaborato alla raccolta di fondi per il "Telefono Azzurro", vendendo ortensie nel giorno 20 aprile, a Morbegno. Inoltre abbiamo stipulato un protocollo d'intesa con il "Centro Aiuto alla vita", per suddividere equamente l'onere della fornitura di generi di prima necessità alle famiglie disagiate. Rimane inteso, che il "Centro Aiuto alla vita" provvederà alle necessità dei bambini (latte, pappe, pannolini, etc.) sino al compimento del 12° mese di vita. Dopo tale età, sarà compito della nostra Associazione soddisfare tali richieste. Dall' Associazione vengono inoltre concessi aiuti economici a studenti extracomunitari e non per permetterli di pranzare alla mensa comunale di Morbegno. Nell'anno 2002, con un finanziamento della Legge regionale 23/99 avente come finalità la promozione dei diritti e delle opportunità per l'infanzia e l'adolescenza,il progetto educativo è proseguito con una nuova denominazione: "La Curiera". Sono stati coinvolti circa 80 bambini della zona compresa fra Morbegno e Sondrio. La realizzazione del progetto si è infatti esteso anche fuori dal mandamento, sede della Associazione. Sempre nell'anno 2002 è stato realizzato, grazie ad un finanziamento della Fonadazione Cariplo, un altro progetto educativo dal nome "Educare alla diversità". Tale progetto ha coinvolto 2 istituti scolastici nel mandamento di Morbegno: hanno partecipato, oltre ad un psicologo, un animatore e i genitori dei bambini delle classi in cui è stato realizzato il progetto educativo. Tale progetto si è proposto di affrontare il tema della diversità, poichè non sempre i bambini sono preparati ad affrontare realtà di questo tipo e a stabilire un contatto con queste persone: la loro "diversità" li incuriosisce, ma a volte li spaventa o comunque li mette in difficoltà, anche e soprattutto quando il "diverso" è un bambino come loro. Molte sono le domande che si vorrebbero fare, molte le paure e molti purtroppo i pregiudizi, che nascono da una carente o erronea conoscenza del problema. L'obiettivo del progetto è di educare al valore della diversità, promuovere un atteggiamento più consapevole nei confronti della realtà dell'handicap, approfondire e conoscere meglio la realtà di chi è portatore di un handicap e le potenzialità insite nell'handicap stesso e nella disabilità e facilitare l'integrazione dei soggetti portatori di handicap nei gruppi classe, attraverso la valorizzazione della diversità e la stimolazione di un attegiamento empatico.Visto il grande interesse suscitato nell'ambito scolastico del progetto "Educare alla diversità", realizzato nell'anno 2002, anche per l'anno 2003 è stato richiesto il finanziamento sulla Legge 23/99. I direttori didattici di ben 6 istituti scolastici del mandamento di Morbegno, ne hanno chiesto la realizzazione. Nell'anno 2002 è stata attuata un adozione "a distanza" di due bambini, un maschietto e una femminuccia, di cui abbiamo ricevuto notizie e fotografie. Entrambi i bambini sono di origine africana. Tale adozione verrà mantenuta anche per gli anni successivi. Nell'anno 2003 abbiamo contribuito alla richiesta di tipo economico da parte del 2° Circolo Didattico di Morbegno, per un progetto per la formazione musicale di base, rivolto a tutti i bambini delle scuole materne di Morbegno. Il nostro contributo è stato di Euro 500,00. Saranno coinvolti nel corso di formazione musicale oltre 50 bambini.
Il giorno
12.04. 2003, si è organizzato una giornata finalizzata alla memoria di un
nostro socio, recentemente scomparso. L'incasso dei prodotti venduti e stato
devoluto alla ricerca scientifica per lo studio delle malattie ematologiche. Sempre nell'anno 2003 sono stati effettuati, due importanti aiuti di carattere sanitario. Con la partecipazione di un contributo da parte del "Centro Aiuto alla Vita", una bambina Brasiliana di 8 mesi, è stata sottoposta a un intervento chirurgico impegnativo al palato e alle labbra, permettendo il ripristino di una ottima funzionalità sia della deglutazione, che della parola. Un secondo intervento ha riguardato una ragazza Bielorussa, di 11 anni, affetta da una grave forma di IPERTENSIONE PORTALE, con varici esofagee. La ragazza era già stata sottoposta ad intervento chirurgico nel suo paese di origine, ma la persistenza dei disturbi ci ha indotti a farla ricoverare presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo. In quella sede sono stati praticati tutti gli accertamenti possibili, che hanno, purtroppo, dimostrato il "fallimento" dell'intervento precedente. Per il momento i chirurgi hano deciso di non intraprendere un secondo intervento, riservandosi di valutare l'andamento della situazione e di re-intervenire nel caso le condizioni si aggravassero. Nel febbraio 2004, l'Associazione con decreto del 05. febbraio 2004, ottiene il riconoscimento regionale e quindi l'iscrizione con il n. 52 nel registro Regionale delle "Associazioni di Solidarietà familiare". |
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